Si chiameranno Giorgio, come Giorgio Punzo, il fondatore della Lipu nel 1965; Fulco, come Fulco Pratesi e Danilo, come Danilo Mainardi (entrambi presidenti dell’Upupa); Longino, come Longino Contoli, tra i primissimi scienziati dell’associazione. Porteranno i nomi di alcuni dei protagonisti della storia della Lipu, giunta a celebrare il 60esimo anniversario, i 16 pulli di cicogna bianca inanellati e dotati di Gps dai tecnici dell’Ispra e dai volontari della Lipu Calabria, nell’ambito del progetto Cicogna bianca Calabria, avviato nel 2003 con il supporto di e-distribuzione per favorire il ritorno e la nidificazione della specie nella regione.
Il progetto ha portato, in questi oltre vent’anni, alla nascita di più di 1.000 cicogne e all’inanellamento, dal 2019 a oggi, di 140 pulli. Per secoli perseguitata dalle comunità umane e scomparsa nel Medioevo dal nostro Paese, la cicogna bianca è tornata progressivamente a popolare l’Italia a partire dagli anni 60 e si è diffusa in molte regioni grazie a progetti di reintroduzione e di nidificazione su piattaforme artificiali. Oggi la presenza italiana della specie, il cui stato resta tuttavia inadeguato, conta tra le 320 e le 330 coppie, tra le quali 38 proprio in Calabria.
“Sono nomi molto importanti, quelli che abbiamo scelto per i 16 pulcini calabresi di cicogna bianca – afferma Alessandro Polinori, presidente della Lipu – in rappresentanza delle innumerevoli persone che hanno arricchito di intelligenza, cuore e azione questi primi sessant’anni della nostra storia. Le piccole cicogne così battezzate, se tutto va come deve, voleranno per migliaia di chilometri tra Africa e Italia e ritorno, ogni primavera e autunno, portando con sé la bellezza della natura, l’importanza scientifica della raccolta dati ma anche il rischio che ogni viaggio di migrazione comporta, tra fatica, difficoltà meteo, barriere naturali e antropiche, perdita di habitat e caccia illegale”.
